Appendino tassa le fasce deboli? No, è una bufala.

Oggi alcuni giornali hanno riportato notizie allarmistiche sui futuri aumenti dei tributi comunali a Torino. In realtà di aumenti ce ne sono ben pochi, e sono mirati ai costruttori e grandi proprietari immobiliari. Per i cittadini cambia nulla, anzi una buona notizia per le famiglie.

ADDIZIONALE COMUNALE: rimane allo 0,8%, confermata anche la soglia di esenzione per i redditi fino a 11.790 euro.


IMU: si applica un riordino delle aliquote, per contrastare alcuni contratti di comodato “fittizi”. La riduzione del 50% della base imponibile per i contratti di comodato genitore-figlio rimane se vengono rispettati i requisiti previsti per legge. Vengono invece eliminate le agevolazioni per alcuni contratti di comodato diciamo “dubbi”.
Per quanto attiene alle locazioni a canone agevolato, occorre tener conto del fatto che il Comune di Torino ha applicato, a partire dal 2012, una aliquota del 5,75‰ che risulta inferiore alle aliquote applicate dagli altri comuni capoluogo di regione; tale aliquota, a seguito dell’applicazione della riduzione ex lege del 25%, risulta essere oggi del 4,31‰.
Pertanto, a partire dal 2019, l’aliquota sarà del 5,31‰, per continuare ad incentivare i contratti a canone concordato nella nostra città (a Milano l’aliquota è dello 6,5‰, in altre città 7,6‰).


TASI: Per quanto attiene agli immobili costruiti e destinati dalle imprese costruttrici alla vendita fintanto che permanga tale destinazione e non siano locati (cosiddetti beni merce), si è ritenuto opportuno aumentare l’aliquota al 2,5‰, attualmente fissata all’1‰, affinché l’onere tributario degli stessi sia conforme a quello di altre tipologie di immobili per le quali è prevista l’applicazione dell’IMU con aliquota massima per renderla coerente rispetto alle altre tipologie simili.


TARI: l’inflazione programmata per il 2019 è pari al 1,2%. Grazie all’attività degli uffici e una politica anti-evazione si è allargata la platea dei contribuenti. Questo permetterà di assorbire l’aumento solito dell’inflazione programmata riducendo allo 0,68% di aumento per tutti. Per le utenze domestiche parliamo di cifre irrisorie: aumenti dai 50 centesimi fino a due euro.

La buona notizia riguarda invece la QUOTA D’ISCRIZIONE per la ristorazione scolastica delle scuole materne. Ci saranno riduzioni del 20-33% circa. Ad esempio una famiglia che prima pagava circa 303 euro, andrà a pagare 202 euro. Un bel risparmio per riuscire a riconquistare quei bambini che in questi anni hanno abbandonato la refezione scolastica e un aiuto concreto per le famiglie con bambini in età scolare.

FONTE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Se ti va, metti mi piace alla nostra pagina facebook