I troll che appestano la rete, cercando di orientare l’opinione pubblica, manca la legge.

In Inghilterra e Galles, chiunque usi profili falsi atti a creare contenuti o hashtag con il solo scopo di umiliare qualcuno, è perseguito a norma di legge e ancora peggio in Nord Europa chi utilizza profili fake, rischia la galera.
In Italia invece mancano le leggi e delle regole, e così molti “troll” vengono addirittura assunti dagli editori per orientare le opinioni politiche sui gruppi social o nei commenti delle loro pagine. Gli utenti più inesperti, chi non ha voglia di controllare spesso ci casca e si fa inebetire da tali personaggi che frequentemente usano foto false. I più abili sono in grado anche di creare nomi fittizzi che sembrano reali e inserire foto fasulle sul proprio profilo, in modo da crearsi uno storico. Purtroppo per loro però l’europa sta investendo nella cybersecurity.

Abbiamo bisogno di leggi anche per la rete, dove non ci si può permettere tutto, solo perchè in forma virtuale. Un offesa personale vale nella realtà, tanto come in rete e vale lo stesso per lo stalking. Il problema è che la cybersecurity porterebbe posti di lavoro e non converrebbe a certi editori che sono soliti fare disinformazione.

Questa non è una fake news.

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