Lerner: “Chiamparino ha divorziato dagli operai, ora è in sintonia con Marchionne”

Nell’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano pure Gad Lerner non risparmia critiche al PD torinese: “Il divorzio tra la classe operaia e la sinistra risale addirittura a quarant’anni fa, alla sconfitta sindacale alla Fiat del 1980. È allora che si avvia un massiccio dirottamento di quote di ricchezza nazionale dai salari a vantaggio dei profitti e delle rendite. Le imprese non reinvestono i profitti accumulati, ma scelgono più comode diversificazioni. Così azionisti e manager non solo si arricchiscono, ma esercitano il loro potere di soggezione sulla politica e sul giornalismo“.

La generazione di giovani dirigenti del Pci che ereditarono la leadership di Berlinguer, e che avrebbero poi fondato il Partito Democratico, non ha più intrattenuto alcuna consuetudine con il mondo del lavoro dipendente. Aspirando al governo del Paese e costretta a fare i conti con la dominante cultura neo-liberista, ha cercato legittimazione in un establishment nazionale di cui ha tollerato, in cambio, i vizi. Sposandone talvolta i comportamenti”.

“Molti dirigenti della sinistra che avevano vissuto in prima persona la vertenza Fiat, come Piero Fassino e Sergio Chiamparino, si contraddistingueranno nel secolo nuovo per l’ostentata sintonia con Sergio Marchionne, il manager “apolide” intenzionato a trattare la manodopera italiana né più né meno di quella brasiliana, polacca, serba, statunitense (segno di civiltà, se non avvenisse al ribasso). Tenendo, nel 2007, in un luogo simbolico come l’ex stabilimento del Lingotto il discorso d’investitura alla guida del Pd, Walter Veltroni enfatizzò la sua adesione allo spirito d’impresa condannando le non meglio precisate manifestazioni di “invidia sociale”.

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